Esterno notte

Piazza Garraffello. Quattro anni fa. Il solito dj attorniato dalle pischelle che mette la solita dancehall. Tu sei sbronzo marcio, o almeno lo dai a vedere, che l’importante è quello. Vedi tutti, riuniti nel melenso calderone di facce straconosciute. Vedi la tua ex e vedi quella a cui il giorno prima avevi deciso il famoso sorriso che non ti aveva fatto. Ma è lì abbracciata a un insulso stronzetto col cappellino jamaicano. Fai per andartene. Hai solamente voltato il capo quando parte un beat clamoroso. E non sai come ma ti ritrovi con gli amici del liceo a cantare “UH UH. Assassandelapolis. UHA UHA” col braccio teso e la mano a mo’ di pistola.

Se facciamo parte della generazione di palermitani che godeva anche quando dietro i sound sistem delle nostre “manifestazioni” passavano la madre delle canzoni antisistema lo dobbiamo solo a un tizio di nome Cut Killer che in un film si mette a mixare Non, Je ne regrette rien campionando sulle basi di KRS-One degli NTM e di Notorious B.I.G.

Quel film è L’odio e chi lo dirigeva, Mathieu Kassovitz, nel ’95 era a Cannes a prendersi il premio alla migliore regia. Se eravate rappusi nel periodo di quel boom, La Haine vi avrà plasmato all’underground, al linguaggio scurrile, alle lotte tra crew, agli ACAB. Perché alla fine ti ci senti dentro quella banlieue, vorresti averlo anche tu un gruppetto di riottosi con cui dare battaglia al mondo, specchiarti nel cesso di un magazzino trasformato in legalissimo bar e sputarti in faccia.

Perché ogni adolescenza coincide con la guerra, e nel film a farla c’è Vincent Cassel e la sua crew di reietti, bambini troppo cresciuti nello sporco raccattato come acqua corrente ai bordi della strada. Che alla fine finisci sempre nella fognatura.

Sarebbe ora di rivederlo, magari con occhi diversi da quelli degli ormonauti punk che ci sentivamo e non eravamo nemmeno lontanamente, perché dietro tre ragazzini e una pistola c’è molto più che l’illegalità e tutta la strumentalizzazione contro le forze del disordine. Ci sono storie di socialità negata, di ghettizzazione vera, c’è una rabbia complessa, altro che incazzatura giovanilistica.

L'odio

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