Coriandoli a delinquere

di Marco Tutone

Negli ultimi mesi ho iniziato a seguire più o meno assiduamente la cronaca, soprattutto quella palermitana e siciliana. Mi aiuta a restare attaccato alla mia isola e a stare a dieta allo stesso tempo, funziona meglio delle anfetamine.

Ieri ho trovato due notizie particolarmente interessanti, che ho collegato solo dopo alcune ore quando casualmente mi si è presentata davanti agli occhi questa foto.

ffLa prima notizia è quella delle “misure cautelari” contro gli attivisti delle associazioni a delinquere Anomalia ed Ex Karcere, la seconda quella della sparatoria avvenuta mercoledì sera al Borgo Vecchio e del blitz della polizia qualche giorno dopo.

La prima notizia mi ha francamente causato qualche crisi d’identità.

Non sono esperto di diritto, tuttavia credo di sapere cosa sia un’associazione criminale, ovvero un gruppo costituito da un numero variabile di individui uniti da un obiettivo delittuoso.

Data la profonda  imprecisione linguistica che continua a dominare il mondo del web e, per osmosi, anche quello reale, mi sembra giusto precisare che il termine delitto non indica una qualsiasi azione illecita, ma solo i reati maggiori.

Non essendo all’altezza di una disquisizione sul diritto non vado oltre, ma qualche nozione elementare utile a non chiamare più cavallo quello che in realtà è un asino potete trovarla anche su Wikipedia.

Tornando alla crisi d’identità, il punto è che c’è differenza tra un’associazione criminale e un associazione che ha commesso uno o più reati, ma che non fa del reato il suo obiettivo.

Sono fermamente convinto che il disordine pubblico non sia tra i loro obiettivi, e la certezza deriva da tutti gli spettacoli di teatro che ho visto, dai concerti che ho ascoltato, dai laboratori, dalle letture e dalle piazze in cui li ho puntualmente incontrati. Credo che sotto il punto di vista culturale io abbia aver ricevuto più da loro che da Unipa.

La certezza viene dai coriandoli sul sorriso di un bambino del borgo vecchio che il giorno di carnevale lo trascorre nelle stesse strade in cui passa gli altri 364.

Credo piuttosto che il loro obiettivo sia la realizzazione di un’idea di giustizia sociale che non trova posto nella realtà attuale, per la cui affermazione sono disposti a ricorrere a strumenti che possono o meno essere condivisibili.

Tuttavia, l’associazione criminale è definita dagli intenti, non dai mezzi. Questi ultimi sono la ragione per cui non faccio parte di Anomalia, dato che per certi aspetti non li condivido. I primi, invece, sono la ragione per cui molte volte mi sono trovato a dividere con loro la piazza, a partecipare alle loro iniziative e a provare stima per loro.

Dunque, in definitiva, sono un delinquente anch’io? Non ho commesso reato, più o meno, ma questo poco importa. Reato è di per se la partecipazione all’associazione in termini ideali e/o di pratica collaborazione. Sembrerebbe che anche la sola conoscenza della stessa sia un reato.

E dunque, sono un delinquente oppure ho solo mal interpretato il diritto italiano, del quale così poco conosco?

Sarebbe interessante vedere cosa potrebbe succedere se tutti quelli che condividono gli intenti di Anomalia ed Ex Karcere si sentissero ugualmente coinvolti e dessero loro supporto. Tuttavia temo che questo potrebbe non accadere. Al più qualcuno potrebbe cambiare l’immagine personale in io sono Anomalia.

Per quanto riguarda la seconda notizia, si commenta da sé.

Ennesima espressione di una tensione che testimonia un disagio sempre più profondo e meno latente.

Tuttavia mi sembrava interessante riflettere su due differenti approcci ad un medesimo problema: da un lato lo Stato che con tutta la violenza di un blitz irrompe in una realtà che è evidentemente problematica, dall’altro l’impegno continuo degli stessi delinquenti di cui sopra che le problematicità di queste realtà provano a risolverle vivendole dall’interno, al fianco di chi ne è protagonista.

Lo Stato entra al borgo vecchio dopo una sparatoria, Anomalia e le altre realtà palermitane dagli intenti delinquenti vi entrano per festeggiare il carnevale.

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